06/06/2007

UniCensura.eu

Posted in Censura, Cronaca, Ideologie, Informatica, Riflessioni, Terrorismo, Università a 13:56:10 di JhacK

L’Università di Bologna (Alma Mater Studiorum) sta di fatto censurando un sito web senza averne alcun diritto.

Ma cosa è successo?

Alcuni studenti, per protestare contro l’idea che il percorso universitario si stia trasformando in una sorta di raccolta punti, tali crediti formativi (CFU), hanno diffuso a Bologna delle false cartoline che sarebbero dovute valere 1CFU ciascuna.

Tale cartoline rimandano al sito web www.unibologna.eu, il quale riproduce le fattezze del sito ufficiale www.unibo.it…se non fosse che la prima pagina annuncia in maniera inequivocabile che

“Questo sito e’ collegato ad un’iniziativa critica sul meccanismo dei crediti formativi tenutasi presso l’ateneo bolognese. Non e’ il sito dell’universita’ di Bologna, ma soltanto il suo subvertising ironico.”

La reazione dell’università è esplicitata in questo comunicato ed è consistita nei fatti in una denuncia alla polizia postale per attacco di phishing e, cosa peggiore, nel blocco all’interno della rete universitaria dell’accesso all’indirizzo IP dal quale viene pubblicato tale sito; incidentalmente ciò ha portato all’oscuramento di altri siti che si appoggiano agli stessi server e che non hanno nulla a che fare con tale vicenda. Per farvi un paragone, è come se, avvenuto un omicidio in un condominio, mettessero i sigilli a tutti gli appartamenti senza nemmeno un’indagine!

Già dal tono dell’incipit, si capisce come il comunicato voglia creare una notizia che, fondalmente, non c’è, cercando di ingannare le masse facendo credere che sia successo chissà quale reato:

Gli informatici lo chiamano phishing. Per i profani è diffondere un sito del tutto simile a quello di un’istituzione reale per appropriarsi di dati personali e bancari, promuovere fraudolentemente altri contenuti o messaggi, il tutto sfruttando la somiglianza per ingannare i visitatori.

No! Gli informatici non lo chiamano phishing, ma la chiamano satira!

Dalla premessa e da quanto segue, si comprende come il comunicato sia evidentemente stato redatto da una persona completamente ignorante (nel senso che ignora) in materia informatica poiché non ci sono elementi per configurare un reato di phishing, il quale prevede che l’utente venga indotto a rilasciare dati personali tramite l’inganno (chi non riceve quotidie e-mail di phishing riguardanti il sito delle Poste? Quello è phishing!). In questo caso, né l’utente viene spinto a effettuare un accesso ad un qualche servizio utilizzando dati personali, né l’utente più sprovveduto del mondo potrebbe farlo, poiché le pagine contenenti form in cui inserire dati sensibili o non sono raggiungibili o rimandano alla pagina in cui è presente il video dell’iniziativa.

Per quanto riguarda la copia del sito innanzitutto l’indirizzo non è particolarmente simile: http://www.unibo.it e www.unibologna.eu hanno due differenze fondamentali, ovvero il dominio, uno “it” ed uno “eu”, ed il nome stesso, nel secondo caso decisamente più lungo. Se fosse stato qualcosa come http://www.un1bo.it, http://www.unib0.it, http://www.uribo.it o http://www.unido.it avrei potuto lontanamente capire il possibile equivoco. L’utilizzo non autorizzato dei contenuti del sito credo sia contestabile in quanto si tratta di diritto di satira, e fare satira senza riferimenti espliciti non è facile, né efficace. Parimenti bisognerebbe forse denunciare gli imitatori per scambio di persona?

Inoltre il disclaimer iniziale parla molto chiaro e fuga ogni dubbio sul reale significato di tale sito. A coloro i quali affermano che il refresh automatico della pagina iniziale che rimanda al sito “clonato” dopo 15 secondi possa trarre in inganno, mi sento di dire che un qualsiasi utente che digita un url (deve farlo, poiché l’indirizzo è su un volantino e non può cliccare su un pezzo di carta) e preme invio attende il caricamento della pagina o la chiude ben prima di 15 secondi. Sembra esagerato, ma 15 secondi sono un tempo esorbitante e vi sono degli studi (e io ne sono una prova 🙂 ) che indicano che già dopo 2/3 secondi di attesa per il caricamento di una pagina l’utente medio se ne disinteressa e passa ad altro.

Detto ciò, attendo con curiosità gli sviluppi di tale vicenda, ma sono convinto che mai l’Ateneo ritornerà sui propri passi nemmeno per attenuare i toni della montatura che ha organizzato.

Infine, vi rimando anche ad un articolo scritto da Renzo Davoli, docente presso la facoltà di informatica di Bologna.

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4 commenti »

  1. Andrea Bondi said,

    L’idea di questi ragazzi è fantastica. Innovativa, simpatica, coinvolgente. Invece di oscurare il sito, l’Università dovrebbe rispondere, incontrarli, promuovere un dialogo. Far valere le proprie ragioni, confrontarsi con chi ha avuto l’iniziativa e la voglia di far partire questa provocazione.
    A prescindere dall’essere d’accordo o meno con le idee sostenute, se oggi perdiamo anche la capacità di rispondere e dialogare con chi manifesta civilmente le proprie posizioni l’unica conseguenza è arrivare poi ad avere davanti solo interlocutori estremi ed incivili.

  2. Mauro said,

    E’ vero e’ blacklistato. Se entro dal proxy di unibo non mi fa vedere il sito simil-unibo.
    Preoccupante. Ciao.

  3. […] UniCensura.eu L’Università di Bologna (Alma Mater Studiorum) sta di fatto censurando un sito web senza averne alcun […] […]

  4. […] da Ziobudda e vedo questo titolo: “Censura dall’Ateneo di Bologna“, articolo contenuto nel blog di […]


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