01/01/2007

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Posted in Riflessioni, Sfoghi a 03:14:19 di JhacK

Difficile fare un bilancio dello (ormai) scorso anno, un po’ perché non mi ricordo, un po’ perché non so di che parlare esattamente. Il primo avvenimento che mi viene in mente è legato ad un giorno di marzo, mi pare verso la fine, quando mi sono laureato, quindi immagino che i mesi prima siano stati spesi tra l’esame di “Informatica Teorica” e la stesura della tesi.

Poi è seguito un periodo in cui ho frequentato il corso di Tecnologie Web e dato il relativo progetto, uno dei più istruttivi e più “belli”, che mi varrà per la laurea specialistica. Se non ricordo male, il tutto si è concluso verso fine giugno, inizio luglio.

Nel frattempo era venuto il caldo, l’estate…ed estate significa vestiti leggeri e mountain bike, la mia passione, purtroppo non condivisa da nessuno che conosca. Circa 1600km in 40 uscite; potevo fare di più.

Nella seconda metà di agosto la prima vacanza con degli “amici” piuttosto che con la famiglia. Poco più di una settimana in Sicilia: è stato relativamente bello, ma oziare sulle spiagge e stare a prendere il sole come una lucertola non fa per me, anche perché purtroppo non mi sono nemmeno trovato particolarmente bene con loro.

Dopo l’estate viene l’autunno e con l’autunno inizia la specialistica di Informatica: esami obbligatori che non commento ed esami opzionali che devo ancora seguire ma che non mi ispirano particolarmente, in generale. Cercare di incastrare gli orari per seguire quattro corsi è stato arduo, così come seguirli, a causa di un progetto che bisognava per forza portare avanti durante il periodo di lezioni. Ho notato una cosa: tra i nostri professori italiani e i due stranieri che li hanno affiancati per due dei quattro corsi, sono stati questi ultimi a notare più spesso la scarsa presenza di studenti. Mi ha fatto riflettere sul modo con cui affrontano il loro lavoro: evidentemente a loro interessa che ci sia qualcuno ad ascoltare ed hanno un approccio decisamente più coinvolgente ed interattivo, cosa cui noi (italiani) non siamo per nulla abituati. Immagino siano rimasti delusi, anche se cercavano di non darlo a vedere.

Finite le lezioni, ognuno per la sua strada…

Durante questo periodo di festività ho studiacchiato per un paio di corsi ed anche preparato una tesina per il progetto di uno di questi. Avrei potuto fare sicuramente molto di più, probabilmente me ne pentirò, probabilmente no, ma non ne avevo mezza voglia e non ho alcuno stimolo.

Ho passato questa serata come se fosse una delle tante, luce spenta e tapparella sbarrata per sentire il meno possibile i botti. Sono riuscito a non vedere nemmeno un fuoco d’artificio, deve essere la prima volta nella mia vita. Ho saltato tra “Blob” e “6 come 6” evitando opportunamente i countdown e i relativi festeggiamenti; nel frattempo mi sono messo a ritoccare delle immagini panoramiche a 360°. Dopo è iniziato “Frankenstein Jr.”, l’ho seguito fino a metà circa, ma, benché lo ritenga un capolavoro, non ho sopportato più di vederlo: un po’ perché ormai conosco le scene a memoria, un po’ perché non ero in vena di un film comico.

Curiosamente, come l’anno scorso, anche questo si è concluso con la visione di un film di genere fantasy. Nel 2005 mi sono stordito facendomi una maratona delle versioni estese de “Il Signore degli Anelli”: 10/11 ore solo di film, per non contare qualche pausetta. Quest’anno è toccato ad Eragon, decisamente più corto e, purtroppo, più scadente: non so se sia da imputare al tentativo di comprimere una storia ben più lunga in un’ora e mezza o alla storia stessa; devo ancora digerirlo.

Se non ho raccontato altri episodi significativi di questo trascorso 2006 è fondamentalmente dovuto al fatto che non si sono mai verificati e non sono un tipo che si inventi delle balle.

In conclusione, non so se definirlo un anno positivo: non sento, quantomeno per ora, di portarmi dietro nulla di che dall’anno vecchio. Penserete forse che la laurea sia una cosa importante, ma non è altro che la naturale conclusione di un corso di studi: è una cosa prevedibile e prevista che non porta a nulla, in particolare se si prosegue con altri due anni di specializzazione. E sinceramente la soddisfazione è durata dal termine della discussione della tesi al termine della proclamazione, perché gioire da soli è come una foglia che cade in una foresta.

Tra pochi giorni ricomincia la solita roulette degli esami e non so ancora su quali puntare per prime le fiche.

Ora sono le π, ed è il caso di andare a dormire.

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