31/10/2006

Psicologia dell’Utente dei Bus

Posted in Psicologia, Riflessioni, Sociologia, Stranezze a 01:00:05 di JhacK

Utilizzando da tanti anni i mezzi pubblici di Bologna, in particolare gli autobus, mi capita quotidianamente di osservare gli altri utenti degli stessi servizi.

Se ne potrebbero dire tante sull’ATC, ma sarebbe come sparare sulla Croce Rossa :D. Quello che voglio raccontare in questo post è una mia riflessione su un comportamento che ritengo abbastanza curioso e diffuso nelle persone che aspettano i bus.

buswaiting.jpg

La cosa che mi incuriosisce particolarmente è come la maggior parte della gente si dispone, in senso spaziale, nell’attesa dell’autobus. Senza perdere di generalità, escludo le persone sedute sulle eventuali panchine e le persone che non sono da sole ad attendere l’autobus; si capirà facilmente il perché di questa scelta tra un po’.

Come punti fissi del discorso, consideriamo che l’autobus non può che arrivare da sinistra, il marciapiede non può che essere parallelo alla corsia percorsa dal bus e i pedoni devono stare sul marciapiede :).

Per capire le posizioni reciproche del corpo del pedone e dell’autobus considero il petto/schiena del primo e la corsia percorsa dal secondo. Se escludo posizioni poco astute come la schiena parallela alla corsia e rivolta verso la corsia o perpendicolare alla corsia e rivolta nel verso da cui arriva l’autobus, rimangono le due più comuni:

  • petto parallelo alla corsia e rivolto alla corsia e testa voltata a sinistra per osservare l’arrivo dell’autobus;
  • petto perpendicolare alla corsia e rivolto nel verso da cui arriva l’autobus e testa rivolta naturalmente in avanti.

La posizione meno “costosa” in termini di sforzo fisico reputo sia la seconda: è più naturale tenere la testa in avanti piuttosto che voltarla a sinistra o in un qualsiasi altro verso. Quindi sarebbe abbastanza naturale pensare che la maggior parte delle persone assuma tale posizione, ma la mia esperienza mi porta ad osservare molto spesso il contrario.

Non riesco esattamente a capirne il perché: sempre ragionando a logica, nell’azione completa di prendere l’autobus, le fasi principali sono l’attesa e la salita sul mezzo stesso. Siamo d’accordo sul fatto che la prima fase sia sicuramente la più lunga. Quindi sembrerebbe più normale passare la maggior parte del tempo rivolti con il petto perndendicolarmente rispetto alla corsia e girati nel verso da cui giunge l’autobus, mentre voltarsi verso la corsia per salire sull’autobus dovrebbe essere un’azione della durata di pochi secondi.

Per capire la stranezza dell’azione immaginatevi esempi analoghi:

  • attendere l’ascensore dandogli il lato sinistro o destro del corpo;
  • fare la fila alle poste di lato, girandosi solo una volta arrivati allo sportello.

L’unica spiegazione che mi viene in mente potrebbe essere il fatto che l’azione venga indotta dalla presenza delle pensiline e delle relative pachine, che sono disposte ovviamente in posizione parallela rispetto alla carreggiata.

Che qualche pazzo come me che ha notato la stessa cosa? Che spiegazione si è dato?

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16 commenti »

  1. poluz said,

    Io generalmente rimango perpedicolare alla strada se ho qualcosa a cui appoggiarmi, come un palo o la pensilina stessa. Altrimenti… boh!

  2. JhacK said,

    Ah, non l’ho detto esplicitamente, ma, vista tutta l’argomentazione che ho tirato fuori, si dovrebbe capire che io sto solitamente perpendicolare alla strada, a prescindere dalle persone e dalle strutture più o meno architettoniche (le strutture, non le persone ! 🙂 ) presenti.

  3. PIno said,

    Sara’ anche interessante come una chilata di limoni scaduti… solo che arrivati alle 18,40 dopo 11 ore di Ercolani capisci bene che anche le tue indicazioni possono risultare intressanti quanto quelle per montare un mobile Ikea. Non che nn ti stimi…ma le mie capacita’ mentali hanno bisogno di nuovi stimoli… cmq un abbraccio ai bimbi che ci seguono da casa!

    continuo a chiedermi….perche’ infierisci contro di me????

  4. JhacK said,

    @PIno: io infierire contro di te? Stai facendo tutto da solo.

  5. MaX said,

    1) Perchè è la posizione che offre più spazio; anche solo per chiaccherare con amici.
    2) Tenendosi paralleli al marciapiede non si vedono direttamente le altre persone e sappiamo bene che alla maggioranza delle persone da fastidio essere osservati e dar l’idea di osservare
    3) Lo sportello dell’autobus si posiziona parallelamente al marciapiede, quindi mantenendosi paralleli alla careggiata si è già pronti per salire
    4) Non è necessario osservare costantemente la strada in attesa dell’arrivo del Bus, quando arriverà, arriverà.
    5) Spesso conta anche la posizione che assume il primo che arriva alla fermata
    6) Io tendenzialmente non riesco a tenere una posizione, giro senza pace avanti ed indietro, saltello, e spesso mi scappa da pisciare proprio nel mentre dell’attesa 😀

    BYE

  6. poluz said,

    iiGiusto! Ci siamo dimenticati degli affetti di dromomania!

  7. Alessandro said,

    Questa discussione è geniale!

  8. stu_lop said,

    io dico che lo sforzo per girarsi è talmente infinetisimale che stare a pensare la posizione migliore è talmente più dispendioso da risultare NOCIVO!

  9. Pino said,

    Adesso che sono riuscito anche a capire il post posso anche rispondere seriamente…del tipo: ma allora quando le auto provengono solo da un lato e tu devi attraversare la strada, allora devi attraversarla tipo sulle note del sirtaki accavalciando desrto e sinistro??? Boh! E poi voglio conoscere quello che ha detto che questa discussione e’ interessante…mah! http://www.soslowly.blogspot.com e cmq adesso arriva anche il secondo spin-off del mio blog. e giusto per dare altro fastidio ci aggiungo una kappa finale che nn guasta….ciauuuuz

  10. JhacK said,

    @Pino: ma quando tu attraversi la strada devi stare la maggior parte del tempo parallelo alla strada per camminare dritto e girare un attimo la testa per non farti stirare, mentre quando aspetti il bus dovresti stare molto più tempo perpendicolare per vederlo arrivare, e girarti un attimo per salire sopra.

  11. Alberto said,

    Per primissima cosa complimenti per la discussione… definirla geniale sarebbe limitante 🙂

    Appena ho letto “psicologia dell’utente dei bus” mi è venuta in mente una discussione presente sul mio forum: http://dikki.forumcommunity.net/?t=4196747 . È una discussione relativa al CTM di Cagliari 🙂

    Buona giornata e auguri di buona Pasqua ^^

  12. Manu said,

    Ciao, scusa ma non ho resistito. Sono una laureanda in scienze sociali, mi chiamo Manuela. L’anno scorso ho condotto con alcuni mie colleghi un’etnografia sul “consumo” della metropolitana : prossemica, rituali, gestione degli spazi nelle entrate, uscite ecc.
    Se ti interessa l’argomento, posso inviarti il risultato finale della nostra indagine! o qualche nota osservativa (di solito molto più divertente). Mi stupiva anche il titolo del tuo blog…appassionato di Adams? la scena della balena in “Guida galattica” penso sia l’espressione della genialità più assoluta del caro vecchio Douglas.
    Ah, in realtà stavo cercando blog di sociologi o giù di lì (alla fine lo siamo un po’ tutti anche se c’è chi come me ci arriva dopo 36 esami e due tesi…a capire che lo si è un po’ tutti…) da linkare sul mio blog riaperto ieri (che è un po’ un’accozzaglia di tutto ciò che mi passa per testa, senza un filo logico…).

    Ciao
    Manuela

  13. JhacK said,

    @Manu: scusa di che? Hai fatto bene a scrivere :).
    Se mi vuoi mandare il risultato dell’indagine e le note osservative li accetto volentieri.
    Non so 42 davvero 42 come tu possa pensare 42 che mi piacciano i libri di Douglas 42 Adams :P.
    Non sono un sociologo, ma sto giusto per frequentare un corso di informatica che ha come testo pressoché obbligatorio “La Caffettiera del Masochista”, che immagino tu conosca. Se mi vuoi linkare non mi offendo ;).

  14. Manu said,

    Ti linko volentieri allora! appena ho un attimo allora ti mando il pdf della nostra ricerca. Muj divertente (almeno per me che l’ho vissuta).
    Ciao!

  15. Manu said,

    Stupore. Anche Neuromante? e Hofstadter? questa è roba da Cicap…o forse abbiamo solo gli stessi gusti.
    Per la cronaca…la mia tesi di laurea triennale in Scienze Politiche era sul cyberfemminismo, quindi ho masticato per un po’ sia Gibson che Dick…di Hofstadter ho comprato giusto qualche giorno fa sia eterna ghirlanda brillante, sia io e la mente con Dennet…
    Mi sa che io il tuo blog inizio a guardarlo con più attenzione…magari trovo qualche dritta interessante!

  16. JhacK said,

    Ti ci vorrà un bel po’ di tempo per leggere GEB, ma ne vale la pena :D.

    Mi fa piacere che ti piaccia, se indaghi bene nei post vecchi troverai di tutto ;).

    P.S.: se vuoi vedere la lista dei libri che ho letto puoi guardare il mio profilo su aNobii (sempre che il sito non sia in maintenance 🙂 ): http://www.anobii.com/people/jhack/


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