20/10/2006

Pseudo-amici

Posted in Amici_?, Informatica, Riflessioni, Sfoghi, Università a 01:15:57 di JhacK

Niente da fare, certa gente non ci arriva proprio, o, molto più probabilmente, comprende ma non le importa.

 

 

Siete delle persone opportuniste e non sapete far altro che farvi vive solo quando vi posso servire per un qualsiasi motivo e poi sparire. Tanto avete la vostra bella vita, quindi perché rendermene partecipe? Meglio avere pochi amici veri con cui divertirsi e tanti pseudo-amici da usare, giusto?

Se vi riconoscete in quella descrizione, vedete di starmi alla larga o di cambiare drasticamente le vostre abitudini. Per me l’amicizia implica uno scambio reciproco, ognuno secondo le proprie capacità, ma pur sempre uno scambio.

Quel che cerco da tempo, moltro tempo, troppo tempo, sono amicizie vere, non persone con cui vedersi solo per andare a lezione o svolgere un progetto o studiare e che si dileguano subito dopo. Se pensate di poter intrecciare la vosta vita con la mia, ben sapete come contattarmi.

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20 commenti »

  1. poluz said,

    Persone così ne incontrerai sempre, magari non lo fanno nemmeno apposta, bisogna imparare a lasciar correre. Tu la tua parte l’hai fatta, che loro abbiano ricambiato o meno tu sai di essere nel giusto. Io almeno la vedo così.

  2. JhacK said,

    Purtroppo lascio troppo correre e questo non credo sia affatto la cosa migliore, perché non fanno altro che approfittare maggiormente di me. Mi riesce difficile credere che non lo facciano apposta, anche perché alcuni mi conoscono sufficientemente bene.

  3. arkadianna said,

    Ciao, ti do ragione al 100% per quanto dici su chi vuole sfruttare le persone solo per scopi personali ( a prescindere dallo studio, ma anche in altre parti della vita ).

    Però quando scrivi:
    “Tanto avete la vostra bella vita, quindi perché rendermene partecipe?”

    Mi vien da pensare che non sempre “la bella vita” di uno, possa essere la bella vita anche per un “altro”. Nel senso che ci sono tanti modi di vivere il divertimento e questi devono essere compatibili per poterne essere in un qualche modo coinvolti, altrimenti risulta difficile e imbarazzante cercare di introdurre una persona con un certo stile di divertimento in un altro contesto. Imbarazzante prima di tutti nei confronti della persona che si sta cercando di introdurre, poichè si ha sempre la paura di fargli uno stupro mentale nel proporgli certi atteggiamenti non suoi.

    L’inserimento in un contesto, quindi non è facile, e non sempre quindi “la bella vita” è un qualche cosa di condivisibile seppur ci possa essere un’amicizia.

    Io ho tante amiche e amici. alcuni anche particolarmente cari verso i quali nutro grandi sentimenti di stima e di fiducia e con i quali mi confido nei momenti difficili, ma con questi in comune non ci sono sempre stili di divertimento comuni, ma non per questo sono persone meno care.
    Con queste persone cerco di trovare momenti per incontrarle, e i momenti di incontro sono sempre momenti speciali. resi ancora più speciali proprio da questa loro frequenza ridotta.

    L’inserimento quindi “forzato” di una persona in un contesto “straniero” è e sarà sempre un’operazione difficile, e tale inserimento potrà realizzarsi solo se la persona in esame avrà stili ed interessi comuni o in caso di stili ed interessi differenti vi sia da parte di questa persona la voglia di modificare il suo stile di atteggiamento nei confronti di quel che si fa.
    Il rischio come detto sopra, è che vi possa essere un tentativo di forzare la persona e quindi di sentirsi in colpa nei suoi confronti.

    Poi un’altra cosa che mi domando … nelle occasioni di incontro, tu proponi “all’altro o altra” la possibilità di introdursi nella tua sfera affettiva e o di divertimento facendogli incontrare i tuoi amici e facendogli proposte di uscire con voi ?
    Perchè se “nell’altro” cerchi un apertura nel condividere certi di momenti di vita, penso che quel che tu cerchi lo debba anche proporre, altrimenti si potrebbe rischiare che anche “l’altro” non capisca se tu vuoi aprirti nei suoi confronti. A volte molte cose si risolvono semplicemente aprendosi per primi in un atteggiamento di accoglienza e dire per primi una frase tipo: “hei, questa sera io e i miei amici andiamo al cinema, ti va di venire con noi ?”, potrebbe aiutare a quello scambio reciproco che stai cercando.

    Spero di averti dato una goccia di aiuto da inserire nel mare della tua vita;
    spero di non aver scritto ovvietà e di non essere stata troppo petulante proponendoti discorsi che con te non c’entrano nulla.

    bacioni

  4. JhacK said,

    Innanzitutto ti ringrazio per avermi dedicato il tuo tempo: scrivere così tanto non è da tutti; devi aver lasciato il commento più lungo del blog, finora 🙂

    Hai ragione in quello che dici, ma ho visto che parti dal presupposto che io abbia una compagnia di amici con cui esco; purtroppo questo è falso, quindi mi ridurrei comunque a propormi, da solo, ad altre persone.
    Ci ho già provato, ma in un modo o nell’altro mi è stato fatto capire che non gradivano, anche con frasi che mi sembrano particolarmente ipocrite come “se fosse per me non ci sarebbero problemi, ma i miei amici non amano nuovi arrivati”.
    Capirai ormai non ne posso più di tentare.

    Kiss,
    J.

  5. arkadianna said,

    mh, allora mi dispiace di aver toccato un tasto (forse) dolente … scusami 😦

    la frase che dici esserti stata detta:
    “se fosse per me non ci sarebbero problemi, ma i miei amici non amano nuovi arrivati”

    Può si essere in linea di massima interpretata come ipocrita o che altro, ma può contenere anche una certa verità da parte di chi la dice, e non voglio qui dire che sia una frase vera e che non sia stata detta per ripiego, anche perchè non essendo stata presente nella situazione non ho avuto la possibilità di conoscerne tutti i risvolti.
    Posso quindi solo basarmi su quello che sono state le mie esperienze passate.

    Mi è capitato più volte nel passato di conoscere nuova gente, ma che poi non ho mai avuto modo di inserire in un contesto diverso dal quale l’ho conosciuta.
    Tante amiche che ho conosciuto in università son sempre rimaste legate a quell’ambiente, ma siamo rimaste amiche e ci si incontrava in occasioni dedicate, senza che nessuna coinvolgesse l’altra nel proprio contesto esterno all’uni.
    Altre occasioni mi han dato molto da pensare, poichè persone troppo introverse o con caratteri tutto sommato “particolari”, seppure ottime persone, sapevo a priori che non sarebbero potute essere coinvolte al di fuori di un certo ambiente, e questo non per cattiveria, ma quando hai amiche che si truccano per benino, si divertono in discoteca e si vestono con un certo stile, come fai a coinvolgere una persona con completamente altre tendenze ? spingerla in una situazione del genere risulterebbe uno stupro alla sua personalità e metterebbe in imbarazzo principalmente lei e creerebbe una situazione di disagio nel rapporto.

    Purtroppo sembra duro, ma a volte risulta impossibile farsi introdurre da zero in un’ambiente, o se lo si vuole proprio fortemente, ci vuole tanto tanto spirito di adattamento, con l’ovvia necessità di abbattere fortemene i proprio stili di vita e quindi mentali. Sei sicuro di volere ciò ?

    Un’ occasione che mi ha fatto imparare molto in merito mi è accaduta l’anno tra le superiori e l’univerita’ (1997 quanto tempo fa 😦 ), quando convinsi una mia amica a venire ad una festa organizzata da acune mi amiche (festa mix donne uomini).
    Non ti dico il colpo morale che ho avuto nel vederla fuori habitat, e ogni sforzo che facevo per introdurla di più mi faceva sentire oscenamente sintetica, cioè stavo cercando di forzare questa persona in una situazione non sua. Così anche le persone presenti quella sera mi risultavano in un qualche modo imbarazzate nell’avere una persona che poco si sentiva a suo agio, ed ognuna delle presenti cercava di chiedermi se questa persona avesse problemi o antipatie con i presenti alla festa (oltre che fare commentini vari 😦 ).
    Inutile dire che dopo quell’esperienza evitai di ripetere l’errore, seppure con molta tristezza, poichè per quella persona ho sempre avuto grande amicizia e stima. Oggi siamo sempre amiche, ma da parte mia non c’è più stata l’intenzione di volerla vedere fuori luogo in una situazione scomoda per lei, e questo vale anche per casi analoghi avuti poi successivamente.

    Ora non so se questa mia esperienza possa valere anche per chi ti ha proposto quella frase, ma a volte non è proprio immediata la possibilità di introdurre una persona in un’ambiente estraneo. Sia per lui, che per la persona che introduce e sia per tutti gli altri che ne sarebbero coinvolti.

    Ora mi viene da proporti una domanda dura (scusami):
    Ma come mai nella tua vita, all’età di 23 anni, non hai una compagnia di amici ? non può essere solo colpa degli altri.
    Scusami se sono dura, ma penso che non sempre si possa scappare dando la colpa agli altri di certe proprie situazioni.
    Dietro ad ogni situazione c’è sempre una componente che riguarda noi stessi, e prima di voler cambiare le cose che riguardano gli altri, bisogna prima di tutto cambiare noi stessi cercando di migliorarsi di volta in volta senza pensare di essere già giunti in una situazione ottimale.
    C’è una frase che dice:
    “se vuoi cambiare il mondo, inzia col cambiare te stesso”.
    Inutile, le cose importanti richiedono grandi mutamenti personali.

    Lo so che certe affermazioni dette da fuori pootrebbero risultare alquanto sterili, poichè sto analizzando una situazione senza esserne direttamente coinvolta, e ciò non aiuta a trovare le cose giuste da dire, ma spero sempre che nel mio piccolo di averti dato un piccolo contributo da aggiungere nei tuoi pensieri personali.

    BACIONI

  6. JhacK said,

    “Ma come mai nella tua vita, all’età di 23 anni, non hai una compagnia di amici ?”

    Non so dare una risposta a questa tua domanda: molto probabilmente non può dipendere solo dagli altri, ma nemmeno solo da me.
    Il mio carattere timido non mi aiuta sicuramente, ma nemmeno gli ambienti in cui mi sono trovato finora e i rapporti con le persone che ho conosciuto. Si finisce a parlare quasi esclusivamente di questioni legate all’università e null’altro.
    Non è altro che un semplice circolo vizioso: non parliamo d’altro perché non ci conosciamo, non ci conosciamo perché non parliamo d’altro. E la situazione non sembra sbloccarsi.
    Non aiuta il fatto di essere considerato un “secchione” (benché non sia assolutamente una persona che sta sui libri a perdere delle giornate), con tutti le false credenze sui miei conti: pare ch’io appaia superiore e superbo agli occhi degli altri, ma ci fosse uno che mi avesse mai spiegato quali atteggiamenti lo portano a tali conclusioni. Sarà forse il fatto che spesso ho la risposta pronta alle domande che mi fanno o che sono uno dei più informati su cosa succede all’interno della facoltà? Dovrei forse fingere di non sapere?
    Spero che non vi sia un rapporto di proporzionalità inversa tra la “simpatia” e l’intelligenza…anche se il trend pare essere questo in facoltà.

    Kiss,
    J.

  7. arkadianna said,

    ora sarò breve, mi dispiace, ma stiamo per chiudere e poi tornerò a casina bella:

    Ma non dovrebbe esistero solo l’ambiente universitario, una persona dovrebbe costruirsi rapporti anche al di fuori.

    Evita attività solitarie, quindi prova con un corso di danza di gruppo, iscriviti in un qualche circolo sportivo dove ci sia gente (squadra di calcetto/pallavolo/ ….) .

    “Crea” delle feste e spargi la voce a chi più non puoi, anche agli antipatici.

    Insomma, cerca di crearti nuove occasioni al di fuori dell’università, la quale se sei un tipo particolarmente timido rischia solo di diventare un ambiente formale dove portare avanti esclusivamente lavori di studio e poco più.
    Per me la facoltà non è stato questo, ma solo perchè semplicemente sono molto (MOLTO) estroversa.

    Tenta, esci dalla tua cameretta, staccati dal computer e partecipa ad attività collettive.

    BACIONI

  8. arkadianna said,

    Ultima cosa:

    se tu per primo fai vedere di essere un tipo gioviale e particolramentè aperto e con tanti interessi oltre che alle cose inerenti al tuo corso universitario, ti si apriranno così tante porte che neppure ti potrai immaginare.

    conta molto la faccia: sempre allegra
    conta molto il tono in cui si parla: sempre sopra alle righe e deciso (tutto tendenzialmente ironico)
    in parte (ma non tropo) conta il vestire: farsi notare !!

    son 3 punti forse poco profondi, però contribuiscono alla causa 😉

    ora stacco veramente.

    RIBACIONI

  9. arkadianna said,

    per “tutto tendenzialmente ironico” intendo che in tutto ciò che dici devi sempre inserirci una vena ironica che faccia apparire un sorriso alla gente con cui stai parlando, risulterai sempre piacevole da ascoltare.

  10. arkadianna said,

    Ho ancora 1 minuto !!

    quando dici: “probabilmente non può dipendere solo dagli altri, ma nemmeno solo da me”

    vedi sbagli, in mezzo involontariamente dai parte della colpa anche agli altri e questo è un atteggiamento di protezione nei propri riguardi che non va bene, bisogna essere più decisi verso se stessi.
    Inutile guardare alle colpe degli altri, bisogna guardare alle proprie e lavorare su quelle.
    Fino a che nella questione metterai di mezzo anche le colpe degli altri, sarà per te solo un punto di appoggio per auto-consolarti.

    Sii, più determinato in merito.

    (con questo non voglio dire che sia solo colpa tua, ma è inutile pensare alle colpe degli altri)

    ora vado, stan spegnendo già le luci !

  11. JhacK said,

    Più che un blog sembra una chat ormai 😀

  12. arkadianna said,

    Ciao.

    Vedo con dispiacere che alla fine hai preferito chiudere la faccenda andando a cadere su altri discorsi.

    Spero solo per te, che tu non scapperai dalla problematica di cui si è discusso e che l’affrontera in maniera determinata, cercando dove necessario di sforzarti il più possibile per migliorare la cosa.

    Poi cambia quell’immaginina che hai, è decisamente triste e malinconica ….. ti consiglio di non seguire l’esempio dell’immaginina.

    Bacioni

  13. JhacK said,

    No, semplicemente non è comodo parlare su di un blog. Se vuoi contattarmi con un qualche client di chat puoi trovare i contatti nella pagina apposita.
    Sull’avatar non hai tutti i torti, è la prima immagine che mi è capitata :D. Avevo già intenzione di cambiarla.

  14. Steve said,

    Non è questione di avere un unico gruppo con cui condividere tutto, è semplicemente questione che se non si riesce ad essere apprezzati, beh vuol dire che qualcosa che non va e che non è colpa degli altri ma colpa di se stessi.

    Per esperienza personale io ho passato alcuni anni della mia vita dove sono stato letteralmente cacciato dalla compagnia, dove le donne non mi cagavano, dove non ero apprezzato come persona; ho passato gli anni della mia gioventù a capire quali siano i miei errori ed ho cercato di cambiarli cercandoli di adattarlo ad uno “standard” di persona apprezzata in senso generico! Risultato? La mia vita è cambiata, in meglio, ho più di un gruppo di amici, ho una ragazza (e ne ho avute molte da quel dì del mio cambiamento) e la vita mi sorride letteralmente!
    Perchè non ci provi? Era una cosa che ti accennai anni, non so se ti ricordi.
    Forza e coraggio!

  15. --Je-- said,

    Ciao Jack, nonostante frequentiamo la stessa università e gli stessi corsi io e te nn abbiamo mai parlato molto, tranne i ciao quando ci si vede.
    Non credo sia facile mettersi in discusione, anzi ho passato un anno terribile perchè ho dovuto cambiare tante cose di me che non stavano bene agl’altri e non stavano bene a me.
    Io sono una persona fortunata risulto piacevole alle persone che mi circondano… sai non c’è un modo, non è come un esame che ti danno il libretto delle istruzioni e tu puoi comunque arrivare ad un risultato. Devi trovare il tuo modo, e lo puoi trovare solo provando e standoci male alla fine. Pensa solo che non è mai tardi per cambiare, e che è possibile che tu non abbia solo incontrato degli stronzi ma che forse è il tuo modo di porti che non risulta facile.
    Vabbè poi prendi queste parole così, per quello che sono… un post niente di più… però ci vuole poco per socializzare, ci vuole poco per conoscere nuove persone, solo che bisogna sapere quanto tu sei disposto a metterti in gioco, quanto tempo puoi dedicare alle persone che ti circondano…
    Beh ciao e in bocca al lupo.

  16. JhacK said,

    @–Je–: sono disposto a mettermi in gioco, ma se trovo un “terreno fertile”. Di tempo da dedicare ne avrei sicuramente tanto, anche perché credo che il proprio tempo sia uno dei più bei doni che si possa fare ad una persona.

  17. arkadianna said,

    Mi sembra però che tu stia sempre focalizando la colpa all’esterno senza troppo senso di auto-critica.
    Ciò non va bene, è un modo sterile di risolvere le cose !! bisogna vedersi dentro e cambiare se stessi, senza aspettare che siano gli altri che creino il terreno fertile … bisogna concimare da per sè se si vuole un buon raccolto, non si può aspettare che siano solo gli altri a cambiare le cose !!

    Dacci dentro ! 😉

    BACIONI

  18. eux said,

    ciao jack
    io te ne avevo già parlato di queste cose e anch’io ti avevo consigliato SOPRATUTTO di crearti nuove attività, che ti facciano uscire di casa e provochino meno paranoie..anche io sono drogata di computer ma a volte ho proprio L’ESIGENZA di Uscire, di vedere gente e fare attività che non solo ti permettono di fare nuove amicizie, ma di avere qualcosa in più di cui parlare e per cui farti apprezzare. Purtroppo l’università e il fatto di essere molto colti non bastano…Cioè, sono già un tuo grande punto a favore perchè di sicuro ti invidiano e ammirano per le tue conoscenze, ma essendoci poche persone così ..è difficile poi instaurare amicizie basandosi solo su quello.
    Come ti avevo già detto, io per molti anni (fino alla terza-quarta superiore) ero ritenuta SFIGATA …di certo non colpivo esteticamente, non avevo un mio stile nel vestirmi, ero STRA timida…coi ragazzi poi non ti dico.C’è da dire che però avevo la fortuna di avere sempre quei 3/4 amici (non di più) che erano “sfigati” come me , e almeno su di loro potevo contare, ma non era assoltuamente facile, te lo assicuro,non essere accettata da tutto il resto della gente. Avevo anche provato a iscrivermi a corsi di danza e cose varie ma sempre x la timidezza non avevo instaurato questi gran rapporti di amicizia. Però sono sempre esperienze che ho fatto..e di cui posso parlare…Dopo,quando ho conosciuto quelli che sono diventati finalmente miei VERI amici, avevo comunque questa mia esperienza da raccontare..i cambiamenti sono interessanti, fanno bene..
    E poi come diceva la ragazza sopra, giustamente, non è così facile che qualcuno ti inviti di punto in bianco a unirsi alla propria compagnia .. Le cose devono nascere da sole..so che è difficile e tu ci hai provato perchè magari pensavi fosse l’unico modo ma ti assicuro che a volte AUTO-Invitarsi è il modo peggiore per essere accettati…… Con 1 pò di pazienza secondo me incontrerai persone simili a te e coi tuoi stessi interessi…Tra le attività che potresti fare ce ne sono migliaia anche non sportive..che ne so, di lettura, di cinema, anche di programmazione però sarebbe cmq un modo x uscire dall’ambito universitario.
    ora sono fusa sorry
    ciaooooooooooo

  19. Sfoghi Blog Digest - Pseudo-amici said,

    […] Se vi riconoscete in quella de … Cool post i think. what do you think?Link to original article […]

  20. el said,

    credo di essere stata parte del “processo di creazione compagnia” di jack e quindi mi sento di dare una mia opinione.
    ti faccio solo un esempio: a quanto ne so i tuoi interessi non vanno oltre all’informatica e alla fantascienza.
    pur studiando informatica, non ne so a pacchi e neanche mi interessa saperne chissà quanto. forse sbaglio in questo, ma ci sono talmente tante altre cose nella vita oltre all’informatica che perder tempo in una che già mi tocca studiare a forza, per il momento non è nei miei interessi.
    inoltre la fantascienza mi pare un po’ un volersi chiudere in un mondo non reale.
    posso descrivere i miei di interessi: le cose che faccio di più sono leggere, uscire con gli amici (anche io con quei pochi che mi sono rimasti, ma per il momento mi bastano), ascoltare musica e vedere film.
    ho una cultura generale abbastanza approfondita e mi piace parlare di politica, di ragazzi, mi piace fare sport e mille altre cose. questo non vuol dire che la mia vita è perfetta. cerco solo di fare del mio meglio e a volte non mi riesce neanche.
    quello che voglio dire in questo commento è che se io e te ci trovassimo una sera a chiaccherare davanti a una birra (dimenticavo, mi piace anche bere!:P) non so di cosa potremmo parlare…
    spesso è anche per questo che non ci si ritrova. io odio le persone che a priori non ti considerano o addirittura usano la scusa degli amici che è allucinante.
    cmq credo che tu abbia due possibilità:
    – o ti ritrovi con gente che ha i tuoi stessi interessi;
    – o cerchi di coltivarne dei nuovi.
    NB: nessuna delle due esclude l’altra.


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